martedì 26 agosto 2008

Mutui : le banche fanno finta di non capire

Gli italiani non amano i servizi bancari.
Probabilmente perché i costi sono i più cari d'Europa e perché, da noi, non
c'è vera concorrenza tra gli operatori. Per questo, forse, tra le lenzuolate
di Pierluigi Bersani le più apprezzate dai consumatori sono state quelle in
materia bancaria.
Con il decreto sulle liberalizzazioni del 2006 è stata, infatti, prevista
l'abolizione delle spese di chiusura del conto corrente. Ma, si sa, non c'è
peggior sordo di chi non vuol sentire.

Con una nota del 21 Febbraio 2007 il Ministero è stato costretto a precisare
che la disposizione si applica a tutti i contratti a tempo indeterminato o a
esecuzione continuata o periodica come il conto corrente, il deposito titoli
in amministrazione (conto titoli), l'apertura di credito, il bancomat e la
carta di credito con esclusione del contratto di mutuo ( per i quali sono
stati adottati provvedimenti specifici ).
Da notare che il divieto di applicare le spese di chiusura riguarda sia le
spese espressamente indicate dal contratto come «costi di chiusura», sia
quelle relative a servizi aggiuntivi richieste dalla banca al cliente in
occasione dell'estinzione del rapporto (es. conteggi di liquidazione,
trasferimento dei titoli presso un altro istituto). A giudicare dai reclami
che pervengono all'Unione Nazionale Consumatori, comunque, molti clienti si
vedono richiedere somme non dovute proprio per scoraggiare la chiusura del
conto.

Il secondo decreto Bersani ( o "Bersani Bis" ) sui Mutui

Nel secondo decreto Bersani si è intervenuto, invece, sui mutui per
l'acquisto della prima casa. È stato, anzitutto, previsto il divieto di
applicazione di clausole penali nel caso in cui il cliente richieda
l'estinzione anticipata o parziale del contratto di mutuo e, in secondo
luogo, è stata disciplinata la possibilità di rinegoziare le condizioni del
mutuo presso la propria banca e la surrogazione del mutuo (c.d.
«portabilità» del mutuo) cioè il trasferimento del mutuo ad un'altra banca
disposta a praticare condizioni migliori. In entrambi i casi, le norme
tendono a favorire la possibilità per il mutuatario di sciogliere il vincolo
contrattuale senza oneri o spese e «trasportare» il finanziamento presso una
banca diversa a condizioni più vantaggiose. C'è, comunque, da dire che
mentre l'operazione di rinegoziazione è del tutto senza oneri, l'operazione
di surroga non è di fatto completamente gratuita essendo necessario
l'intervento del notaio la cui parcella - come da impegno del Consiglio
Nazionale del Notariato - è comunque limitata ad alcune centinaia di euro e
la cui spesa viene nella maggior parte dei casi sostenuta dalla nuova banca
che subentra per acquisire il cliente.

Ma che fatica, convincere le banche che questa era la strada indicata dal
legislatore: a più di un anno dall'entrata in vigore di queste norme,
infatti, sono poche le banche che attuano la rinegoziazione e la
«portabilità» del mutuo senza oneri per i risparmiatori tanto che
l'Antitrust ha aperto ben ventitrè istruttorie a carico delle banche più
importanti.

Gli interventi in Finanziaria 2008

Da ultimo è intervenuta la Finanziaria 2008 che ha modificato il secondo
decreto Bersani per cercare di rendere effettivamente gratuite la
rinegoziazione e la «portabilità» e ha previsto l'istituzione di un fondo di
solidarietà per coprire gli oneri derivanti dalla possibilità, riconosciuta
ai mutuatari in difficoltà, di non pagare due rate (per un massimo di 18
mesi); in tal caso la durata del contratto di mutuo e le garanzie ad esso
connesse verrebbero prorogate per un periodo di tempo uguale alla
sospensione.

Fonte : http://iltempo.ilsole24ore.com

MUTUI INPDAP: precisazione dell'INPDAP per richiedere i mutui inpdap.


Oltre alle disposizioni previste in questa pagina relative ai MUTUI INPDAP, l'inpdap in  data 6 marzo 2008 ha precisato quanto segue:
Possono aderire al Fondo Credito e quindi accedere ai MUTUI INPDAP  i dipendenti di Enti Pubblici assunti con contratto a tempo determinato, che hanno diritto ad usufruire di tali prestazione durante l'intera durata del contratto di lavoro.

I mutui inpdap si dividono in:
Mutui INPDAP: l'INPDAP offre finanziamenti per l'acquisto della prima casa. I mutui inpdap hanno le seguenti durate: 10, 15, 20, 25 o 30 anni a tassi di interesse fisso e/o variabile.
Mutui INPDAP a cooperative: l'inpdap offre mutui a tasso agevolato a cooperative edilizie a proprietà individuale, costituite al massimo da 20 soci iscritti all'Inpdap.
Mutui INPDAP a Enti e Cooperative edilizie: i mutui inpdap a cooperative edilizie sono concessi con i fondi delle soppresse Casse Pensioni gestite dagli ex II.PP. La concessione è, tuttavia, sospesa da anni. Allo stato è in atto la sola gestione dei mutui in essere relative a erogazioni di somme ancora giacenti, rideterminazioni di rate, cancellazioni ipotecarie, estinzioni anticipate, frazionamenti di mutui, ecc..

Informazioni sito ufficiale Inpdap

Rinegoziare il mutuo casa

Interessante ed estremamente intelligente si presenta la materia della nuova finanziaria 2008, dedita esclusivamente ad un rialzo dell'economia della penisola, a lungo straziata da inflazioni e alte misure di tassazione.

Particolarmente articolata è la disciplina mutuale, che aggiunge accorgimenti sulla rinegoziazione dei mutui, attentamente analizzata dal gruppo ABI in collaborazione con il recente governo Berlusconi.
Valide ed efficaci risultano essere le modifiche apportate sulla base del passaggio: in effetti mal si annunciano le rate a tasso variabile inserite entro il contesto dei contratti stipulati antecedentemente il 1° gennaio del 2007, dove gravosi pagamenti hanno reso difficile la loro assoluzione.
Oggi è invece possibile proseguire nella sostituzione del regime da variabile a fisso, mantenendo una rateizzazione pari all'erogazione media dei mutui precedenti, partendo da una completa assenza delle spese notarili ed anche delle perizie tecniche. La novità sarà ben apprezzata da tutti coloro che hanno acceso il mutuo in riferimento all'acquisto della prima casa, mentre per chi trova particolari difficoltà nell'adempiere alle restituzioni del saldo un ricco fondo cassa è stato approntato per sopperire alle mancanze entro un limite di 20 milioni di euro.
È consigliabile consultare a tal proposito il sito mutui2008 all'interno della sezione come rinegoziare il mutuo pronto a delucidarvi su tutti gli interventi introdotti per ogni tipologia di rinegoziazione da supportare.

venerdì 1 agosto 2008

Mutui : ecco quanto si può ottenere

 

Si indebolisce il potere contrattuale delle famiglie alle prese con la richiesta di un mutuo.

L'aumento dei tassi medi (sia fissi sia variabili) applicati sui prestiti per l'acquisto della casa – balzati a giugno al 5,85% secondo l'Abi, l'Associazione bancaria italiana, sui massimi dall'agosto 2002 – si traduce, a parità di reddito (e quindi di potere contrattuale) in una diminuzione dell'importo finanziabile.

Così, se nel novembre del 2005 con 600 euro al mese era possibile richiedere un prestito a 20 anni di 105mila euro e a 30 di 133mila, oggi non si spunta, a regola d'arte, una somma superiore a 84.800 euro (20 anni) e 101.800 (30 anni).

In sostanza, gli ultimi scossoni sul fronte del credito hanno determinato una perdita del potere negoziale per una persona che vuole chiedere un mutuo con un reddito medio (circa 1.800 euro netti al mese) tra i 20 e i 30mila euro, di circa il 25 per cento. Non stupisce, allora, che nel primo semestre del 2008 l'importo medio delle erogazioni - secondo le rilevazioni dell'Osservatorio MutuiOnline.it - è sceso a 124mila euro rispetto ai 131mila di fine 2007. Mentre la domanda di mutui - in base al rapporto Afo financial outlook presentato oggi dall'Abi - dovrebbe rallentare nel 2008 e crescere del 4,9% a fronte del +8,7% del 2007.

La regola. Le somme erogate calano perché i tassi sono in rialzo e, allo stesso tempo, il principio con cui gli istituti di credito concedono un prestito non può, per ragioni di sostenibilità della rata, cambiare. Pur non essendo scritta, infatti, le banche tendono ad applicare la regola del 33 per cento: non concedono mutui la cui rata supera un terzo del reddito netto del richiedente/i. Ne consegue che in uno scenario di tassi rialzista (entro fine anno è previsto un nuovo ritocco all'insù di 25 punti base) le alternative sono due: chiedere una cifra inferiore o allungare la durata del mutuo.

Rata da 600 euro. Va però aggiunto che, aumentando la durata la quota interessi da pagare lievita in modo esponenziale. Ad esempio, ipotizzando un finanziamento ipotecario al tasso del 5,85%, i soggetti che non sono in grado di sostenere una rata superiore a 600 euro (il cui reddito netto si aggira, pertanto, sui 1.800 euro) se optano per una soluzione a 40 anni ottengono 26.350 euro in più in contanti rispetto a un prestito ventennale ma, in cambio, pagano interessi aggiuntivi per 117mila euro.

Rata da 800 euro. Con un reddito superiore, tale da potere sostenere una rata mensile da 800 euro, si può puntare fino a un finanziamento di 148.200 ripartito in un piano quarantennale dove, però, la quota interessi supera i 235mila euro.

Rata da 1.000 euro. Proporzioni simili per chi dispone di un budget famigliare che consente di onorare una rata mensile di 1.000 euro. Optando per la soluzione ventennale può spuntare 141.300 euro (con un monte interessi aggiuntivo di 98.730 euro). Raddoppiando la durata del finanziamento, gli interessi triplicano a 294.654 euro mentre il finanziamento ottenibile sale appena del 31% a 185.250 euro.

 

Mutuo che si può ottenere in relazione al reddito

Rata mensile sostenibile

Durata (anni)

20

25

30

40

600 € 

Importo ottenibile

84.800 €

94.500 €

101.800 €

111.150 €

Interessi passivi totali

59.252 €

85.568 €

114.401 €

176.840 €

 

800 €

 

Importo ottenibile

 

113.050 €

 

126.000 €

 

135.600 €

 

148.200 €

Interessi passivi totali

78.991 €

114.091 €

152.385 €

235.787 €

 

1.000 € 

 

Importo ottenibile

 

141.300 €

 

157.500 €

 

169.500 €

 

185.250 €

Interessi passivi totali

98.730

142.614 €

190.481 €

294.654 €

 

 

Note: esempio su un mutuo a un tasso del 5,85% - Fonte: elaborazione 24 Minuti

 

 

 

Mutui : le banche fanno finta di non capire

Gli italiani non amano i servizi bancari.
Probabilmente perché i costi sono i più cari d'Europa e perché, da noi, non
c'è vera concorrenza tra gli operatori. Per questo, forse, tra le lenzuolate
di Pierluigi Bersani le più apprezzate dai consumatori sono state quelle in
materia bancaria.
Con il decreto sulle liberalizzazioni del 2006 è stata, infatti, prevista
l'abolizione delle spese di chiusura del conto corrente. Ma, si sa, non c'è
peggior sordo di chi non vuol sentire.

Con una nota del 21 Febbraio 2007 il Ministero è stato costretto a precisare
che la disposizione si applica a tutti i contratti a tempo indeterminato o a
esecuzione continuata o periodica come il conto corrente, il deposito titoli
in amministrazione (conto titoli), l'apertura di credito, il bancomat e la
carta di credito con esclusione del contratto di mutuo ( per i quali sono
stati adottati provvedimenti specifici ).

Da notare che il divieto di applicare le spese di chiusura riguarda sia le
spese espressamente indicate dal contratto come «costi di chiusura», sia
quelle relative a servizi aggiuntivi richieste dalla banca al cliente in
occasione dell'estinzione del rapporto (es. conteggi di liquidazione,
trasferimento dei titoli presso un altro istituto). A giudicare dai reclami
che pervengono all'Unione Nazionale Consumatori, comunque, molti clienti si
vedono richiedere somme non dovute proprio per scoraggiare la chiusura del
conto.

Il secondo decreto Bersani ( o "Bersani Bis" ) sui Mutui

Nel secondo decreto Bersani si è intervenuto, invece, sui mutui per
l'acquisto della prima casa. È stato, anzitutto, previsto il divieto di
applicazione di clausole penali nel caso in cui il cliente richieda
l'estinzione anticipata o parziale del contratto di mutuo e, in secondo
luogo, è stata disciplinata la possibilità di rinegoziare le condizioni del
mutuo presso la propria banca e la surrogazione del mutuo (c.d.
«portabilità» del mutuo) cioè il trasferimento del mutuo ad un'altra banca
disposta a praticare condizioni migliori. In entrambi i casi, le norme
tendono a favorire la possibilità per il mutuatario di sciogliere il vincolo
contrattuale senza oneri o spese e «trasportare» il finanziamento presso una
banca diversa a condizioni più vantaggiose. C'è, comunque, da dire che
mentre l'operazione di rinegoziazione è del tutto senza oneri, l'operazione
di surroga non è di fatto completamente gratuita essendo necessario
l'intervento del notaio la cui parcella - come da impegno del Consiglio
Nazionale del Notariato - è comunque limitata ad alcune centinaia di euro e
la cui spesa viene nella maggior parte dei casi sostenuta dalla nuova banca
che subentra per acquisire il cliente.


Ma che fatica, convincere le banche che questa era la strada indicata dal
legislatore: a più di un anno dall'entrata in vigore di queste norme,
infatti, sono poche le banche che attuano la rinegoziazione e la
«portabilità» del mutuo senza oneri per i risparmiatori tanto che
l'Antitrust ha aperto ben ventitrè istruttorie a carico delle banche più
importanti.

Gli interventi in Finanziaria 2008

Da ultimo è intervenuta la Finanziaria 2008 che ha modificato il secondo
decreto Bersani per cercare di rendere effettivamente gratuite la
rinegoziazione e la «portabilità» e ha previsto l'istituzione di un fondo di
solidarietà per coprire gli oneri derivanti dalla possibilità, riconosciuta
ai mutuatari in difficoltà, di non pagare due rate (per un massimo di 18
mesi); in tal caso la durata del contratto di mutuo e le garanzie ad esso
connesse verrebbero prorogate per un periodo di tempo uguale alla
sospensione.

La bolla immobiliare si sta sgonfiando

Arrivano i numeri del mercato immobiliare.
È ancora troppo presto per parlare di crisi, ma sicuramente le tensioni
internazionali che giungono dagli Stati Uniti e la tensioni sull'inflazione
che stanno fortemente preoccupando la Banca centrale europea, hanno
condizionato l'ultimo anno del settore immobiliare. A dimostrarlo, l'analisi
fornita dall'istituto di ricerca Nomisma nel Rapporto sul mercato
immobiliare nel primo semestre dell'anno, da cui emerge un quadro chiaro: i
tempi di vendita delle case si sono allungati fino ai sei mesi e, per la
prima volta negli ultimi 10 anni, sono diminuiti i prezzi reali che crescono
di appena l'1,1% al netto dell'inflazione.

Numeri alla mano. Nel 2007 ci sono state 40mila compravendite di abitazioni
in meno rispetto al 2006 (-4,6%) e un decremento dell'1,2% dell'erogazione
dei mutui.
Non solo. Scoraggiate dall'aumento dei tassi di interessi dei mutui e da una
diffusa stretta creditizia, sono pochissime le famiglie italiane che hanno
intenzione di comprare un'abitazione nei prossimi dodici mesi: 1,8% contro
il 7% registrato agli inizi del 2000.
A fare registrare gli incrementi maggiori sono stati comunque i settori di
impresa, in particolare quello commerciale, mentre più contenuta è risultata
la dinamicità riscontrata in corrispondenza delle abitazioni.
Secondo il Rapporto di Nomisma, per quanto riguarda le modalità di acquisto
delle case sono il 22,2% del totale le famiglie che hanno in corso un mutuo
e corrispondono a 5milioni e 174mila nuclei famigliari. Di questi l'89,5%
(circa 4,5 milioni ) ha un mutuo per la prima casa e l'11,9% per altre case.
La domanda di abitazioni è composta dal 51% per la prima casa (in
tendenziale aumento rispetto al 2007, frutto delle richieste di nuove
famiglie e del passaggio dall'affitto alla proprietà della popolazione
immigrata straniera) , dal 28% per la sostituzione, dal 9% per la seconda
casa e dal 12% per investimento.
In quattro grandi città si registrano cali reali dei prezzi delle abitazioni
nell'ultimo anno, con flessioni comprese fra il -0,5% e il -1%: si tratta di
Milano, Bologna, Firenze e Venezia. Gli sconti sui prezzi richiesti per le
case crescono del 10% sull'anno e vanno al 12,2%.
Le 13 grandi aree urbane nazionali vedono inoltre una flessione delle
transazioni del 9,3%, ma già avevano cominciato a perdere terreno nel 2006,
diminuendo del 2,2%, mentre le intenzioni di acquisto di un'abitazione nel
prossimo anno sono sui livelli più bassi dell'ultimo ciclo immobiliare
(1,8%), quando erano al 7% all'inizio degli anni 2000.
La dèbacle del mercato immobiliare si ripercuote anche sulle erogazioni dei
mutui: nei primi 5 mesi del 2008 il flusso di nuovi finanziamenti è sceso
del 12,4% a 18,4 miliardi. A fine 2007 il tasso di sofferenza delle famiglie
sui mutui era del 2%, in crescita dall'1,5% di fine 2006. Un livello
storicamente fisiologico, come evidenzia lo studio.
Il presidente Nomisma, Gualtiero Tamburini, ha tuttavia specificato che in
Italia " non c'è nessun rischio di tracollo come in Usa e in Spagna. La
nostra frenata è meno importante rispetto a quella americana e le situazioni
di insolvenza, stanti le politiche prudenti delle banche e delle famiglie,
fanno sì che il fenomeno sia sotto controllo".
Fonte : http://miaeconomia.leonardo.it/

Quando il Mutuo diventa un incubo

Le rate dei mutui a tasso variabile strozzano le famiglie: gli aumenti sono
stati del 10% annui.

Addio alla casa. Il 2008 andrà probabilmente in archivio come l'anno boom
dei pignoramenti, con una crescita media del 20%. Un saltone, specie se
confrontato con l'anno 2003, quando ancora molti fantasmi non si erano
affacciati: rispetto ad allora la case vendute dal tribunale sono il 46,50%
in più.

I numeri parlano chiaro: Dal 2003 ad oggi il numero degli immobili pignorati
è cresciuto costantemente, anno dop anno. Un super aumento che si spiega in
molti modi: carovita, con i rincari di pane, pasta, frutta, verdura e
benzina a svuotare i portafogli, ma anche il boom dei mutui. "Cos'è successo
in questi anni? Semplice, il tasso Euribor è schizzato alle stelle", spiega
Alessandro Valgimigli di Systema Mutui. In parole povere, è aumentato il
costo del denaro, e di conseguenza le rate dei mutui a tasso variabile.
"Facciamo un rapido conto: la rata di un mutuo ventennale che copre 100mila
euro costava nel luglio 2006 la cifra di 605 euro. Oggi ne costa 716, cioè
111 in più. E naturalmente se fosse stato più caro o più lungo l'aumento
sarebbe stato maggiori. Consideri che i nostri clienti hanno mutui medi di
140mila euro...".

Risultato: in due anni, l'aumento del costo del denaro ha spinto in alto le
rate dei mutui. "Un aumento di 100 o 200 euro al mese è sostenibile per un
anno, non di più. Se il mutuo è di 20 o 40 anni non ce la si fa più". Un
parallelo inquietante: nel 2007 l'aumento di mutui erogati fu del 10%, oggi,
appena sette mesi dopo, il 10% è l'aumento di pignoramenti. C'è un legame?
"Così stretto no. Dal 2000 al 2005 i mutui crescevano, ma i pignoramenti non
erano in numero così alto. Le famiglie italiane sono meno indebitate che
quelle del resto d'Europa, ma cominciamo a vederne tante prigioniere delle
rate".

Ma come funziona il meccanismo che porta via la casa per pagare i debiti? "C
'è una normativa europea — spiega Nello Fioroni, vicedirettore della Cassa
dei Risparmi di Forlì e della Romagni — che stabilisce 180 giorni di tempo
per pagare. Dopo questo periodo di insolvenza, la banca è tenuta a
denunciare il debitore. A quel punto si va in tribunale, dove il giudice
stabilisce un precetto, una sorta di ultimatum, un termine entro il quale
pagare pena il pignoramento. Che scatta solo in caso di prolungata
insolvenza". Il tutto condito con le tradizionali lungaggini all'italiana.
"Però nel nostro caso le azioni legali sono in netto calo negli ultimi due
anni, per effetto del decreto Bersani: la possibilità di allungare il mutuo
o di trasformarlo da tasso variabile a tasso fisso hanno salvato molti
risparmiatori".

Di parere opposto Vittorio Girolimetti di Assoutenti: "Questa situazione è
la dimostrazione che le liberalizzazioni non hanno funzionato. Le banche
dovrebbero essere più prudenti. Le coppie monoreddito forlivesi sono in
grande difficoltà. Altro che rinunciare a una pizza a settimana...". Cosa si
può fare? "Servono politiche nazionali e regionali — spiega l'assessore al
welfare Loretta Bertozzi —, noi possiamo fare qualcosa se arrivano fondi ad
hoc, come in passato. Per esempio? I buoni per la casa, che grazie ai
finanziamenti permettevano sconti sull'acquisto della prima casa. C'era una
graduatoria che teneva conto della giovane età e del reddito". Una sorta di
case popolari, ma con la graduatoria completamente diversa.

Fonte : http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/

sabato 19 luglio 2008

Tremonti: Nessun tesoretto ma ridurremo il deficit senza alzar le tasse... ma voi ci credete ancora?

Quella sul tesoretto era una favola. A stoppare il vociare in merito a
fantasiosi extragettiti capaci di rimpinguare le casse dello Stato è il
ministro dell'Economia Tremonti che senza mezzi termini parla di "mitologia
del tesoretto". Attenzione a parlare di risorse inesistenti, quindi, anche
in previsione del fatto che "la crisi economica in atto nel mondo e
nell'Italia può aggravarsi".

Il numero uno di via XX Settembre vede nell'attuale sistema economico
mondiale "effetti di progressiva e complessiva instabilità caotica. Non
credo sia possibile prevedere un equilibrio sistema per cui per metà della
ricchezza l'inflazione supera il 10%. È evidente che siamo oltre una
possibile soglia di rottura". Da qui la riflessione del ministro: "Il mondo
è cambiato in modi profondamente negativi, opposti rispetto a quelli che
erano state in qualche modo configurati. Quell'80% di ricchezza controllato
da 700 milioni di soggetti è sceso al 50 per cento. L'altro 50% è
controllato da soggetti che hanno caratteristiche opposte, non sono
caratterizzati dallo stesso codice di governance. Giusto o sbagliato, il
vecchio G7 era molto più forte di quanto sia oggi il G8. Sono soggetti che
hanno spinte storiche, dimensioni anarchiche, a volte democratiche a volte
no".

Poi l'analisi dettagliata dei conti pubblici e delle misure contenute nmella
manovra che porta la sua firma. Tremonti ha ricordato che nel 2007 il
rapporto deficit-Pil era all'1,9% e la crescita era stimata a +1,5%; e che a
giugno 2008 i dati erano già peggiorati al 2,5% e allo 0,5%.

"Il Governo Berlusconi non ha ereditato nessun tesoretto, nessuna ricchezza
giacente o nascosta. Da tutte le parti ci sono numeri col segno meno", ha
detto il numero uno di via Nazionale intervenendo il Aula alla Camera
all'inizio della discussione sulla manovra. E sulla lotta all'evasione
assicura che l'effettivo contrasto " arriverà dall'introduzione del
federalismo fiscale". Il ministro ha però tenuto a sottolineare che
federalismo fiscale "può essere fatto solo con il consenso generale" e che
la convinzione sulla sua utilità si sta diffondendo anche nel Mezzogiorno,
dove si registra una "caduta di diffidenza. Sarà fondamentale - ha
aggiunto - un accordo tra tutti noi sulla preventiva costruzione di una
'base di dati' condivisi sulle grandezze di finanza pubblica. È fondamentale
prima di fare scelte politiche, trovare un punto d'incontro su entrate
uscite, stock, flussi, dinamiche aggregate".

Le riforme istituzionali sono invece "strategiche" per il paese e la sua
economia. Per quanto la riforma che riguarda la modifica della Costituzione
e la struttura del governo, il ministro Tremonti ha sottolineato come possa
essere considerato valido come riferimento di partenza la "bozza Violante",
messa a punto durante la scorsa legislatura quando Violante era presidente
della Commisione affari costituzionali.

In merito alla Robin Hood Tax, la tassazione straordinaria sui profitti
delle compagnie petrolifere, Tremonti ha assicurato che la misura non avrà
alcuna ricaduta negativa sulle famiglie, anzi, i quattro miliardi che si
recupereranno "andranno tutti al settore sociale". Secondo il ministro, con
la nuova tassa si esclude "ogni forma di traslazione sugli utenti. Anzi ci
sarà un appesantimento fiscale a carico delle imprese. Abbiamo preferito -
ha aggiunto - tassare l'industria petrolifera. Tremonti è poi tornato a
difendere la decisione di tassare il settore petrolifero, banche e
assicurazioni affermando che la Robin tax "ha un valore civile profondo".

Il ministro rivendica il nuovo metodo inaugurato con l'anticipo delle
misure della finanziaria che prima "occupava nove su 12 mesi" mettendo in
evidenza come, grazie al nuovo sistema, si interrompa "una storia
finanziaria negativa che ci ha portato ad avere il terzo debito pubblico al
mondo senza essere la terza economia mondiale". Del resto, se avere blindato
il bilancio pubblico prima dell'estate e per tre anni "è una colpa è una
'felix culpa' ", ha detto, aggiungendo che "in questo modo si è messo al
riparo da potenziali criticità sistemiche. Speriamo che non ci siano, ma è
stato fondamentale".

Nel corso del suo intervento mattutino sul decreto legge sulla manovra
Tremonti ha anche parlato dei conti pubblici: "Ridurre il deficit non
aumentando le tasse": è questo l'obiettivo in cui il Governo "si riconosce
perfettamente".

Per la sicurezza invece sono in arrivo 400 milioni di euro. E sulla sanità,
nel 2009 e nel 2010 non ci sono interventi riduttivi ma è stata finanziata
l'abolizione del ticket sulla diagnostica. Solo per gli anni successivi
arrivano "misure di contenimento" della spesa.

Le polemiche sulla manovra, oggi alla Camera, non sono mancate. All'inizio
della seduta il presidente, Gianfranco Fini, ha annunciato l'intenzione del
governo di porre il voto di fiducia su un maxiemendamento al decreto. Dure e
immediate le proteste dell'opposizione che ha subito contestato il metodo
adottato da maggioranza e governo.

"L'emendamento per l'Aula comprende le modifiche che la commissione aveva
esaminato ma non inserito" per accelerare i propri lavori lasciandone il
compito al governo", ha detto il ministro per i Rapporti con il parlamento
Elio Vito intervenendo in aula alla Camera e rilevando che la presentazione
del testo "è un fatto di trasparenza". Il ministro ha dichiarato che,
rispetto al testo della commissione, le novità consistono "nella stesura
dell'articolo 60 che modifica la disciplina della legge Finanziaria. Sono
state inserite alcune misure come quelle sulla copertura dei ticket, la
totale esclusione delle autorità indipendenti dalla nuova disciplina,
semplificazioni alla documentazione richiesta in materia di privacy".

Nel maxiemendamento ci sono solo aggiunte parziali, "davvero parziali", al
testo della Commissione, ha assicurato lo stesso Tremonti.

Spetta al mercato trovare una soluzione a Fannie Mae e Freddie Mac

«Fannie Mae e Freddie Mac sono adeguatamente capitalizzate e non sono in
pericolo di fallimento». Con queste parole Ben Bernanke, governatore della
Fed, ha cercato di spiegare alla Camera dei rappresentanti l'attuale
situazione delle due sorelle dei mutui americani. E prima di lui anche Henry
Paulson, segretario al Tesoro americano, aveva cercato di stemperare la
tensione, con parole che sembrano l'esatto opposto di quelle pronunciate da
Bernanke: «Un piano di salvataggio è necessario per rispondere alle
preoccupazioni del mercato e per aumentare la fiducia». Ma non basta, perché
a chi gli chiedeva in quale misura finanziaria il governo federale degli
Stati Uniti sarebbe intervenuto, Paulson ha risposto che «vista la
difficoltà a determinare l'esatto ammontare della linea di credito
necessaria, non proponiamo un quantitativo preciso». Il problema è che
sembra che si stia giocando un po' troppo col fuoco.

Da una parte l'atteggiamento della Federal Reserve era prevedibile, data la
linea di condotta tenuta finora, privilegiante (secondo il suo mandato) la
stabilità dei mercati. Strano, invece, che Paulson parli senza avere la
visione completa su quello che sta accadendo negli Usa. Vale la pena
ricordare come le sorelle FM, classificate come GSE (government sponsored
enterprises), detengono quote di mercato per 5,2 mila miliardi di dollari
(45% del totale), contro un Pil a stelle e strisce di 14 mila miliardi.
Quasi un mutuo americano su due è in mano a Fannie Mae o Freddie Mac. Queste
sono cifre note a tutti, operatori qualificati e non. Altrettanto note sono
le quotazioni di borsa delle due società, come anche i loro bilanci. Ma
allora perché Paulson fa finta di non sapere alcunché e tergiversa, dicendo
solo che il piano di salvataggio sarà presto pronto? Ancora, a che gioco sta
giocando Bernanke? Non contento delle sforbiciate ai tassi per «garantire
fiducia e stabilità ai mercati» che abbiamo visto da un anno a questa parte,
cerca di rassicurare gli addetti ai lavori ed i cittadini americani con l'
illusione che il mercato del finanziamento abitativo sia tutto sommato
solido. Peccato che così non sia.

Certamente anche in America, come in Italia, la soluzione ai problemi
esistenti (ma non ancora esplosi) arriva sempre troppo in ritardo. Sul
fronte italiano appunto, si pensi allo scandalo Bancopoli che ha fatto
capolino su tutti i quotidiani nell'estate 2005. Dopo di esso, il risultato
fu un riassetto notevole della struttura di Bankitalia, sebbene determinati
atteggiamenti andassero avanti per lo meno da mesi. Allo stesso modo,
secondo molti opinion-leader americani, agisce in ritardo anche la Sec (l'
equivalente americano della Consob), che lunedì prossimo introdurrà nuovi
limiti per le vendite di titoli allo scoperto, per iniziali 30 giorni. In
primis, riguarderà soltanto le grandi sorelle dei mutui ed un'altra
quindicina di società finanziarie, le maggiori. Ma non solo, perché si è già
paventata l'estensione a tutte le società quotate a Wall Street per arginare
quello che sembra essere diventato il pericolo pubblico numero uno, la
speculazione. Come se non fosse mai esistita, non avesse contribuito a
creare benessere e non avesse regalato un sistema in cui una possibilità non
si nega a nessuno.

Certo è che, nonostante i colpi (ma anche i rimbalzi) subiti, Fannie Mae non
si perde d'animo e prepara alcune contromosse, come l'emissione di un
maxibond da 3 mld di dollari con durata biennale che sarà pronto nelle
prossime settimane. Si pensa anche di rimettere mano al portafoglio per
aumentare il montante sulle obbligazioni a dieci anni, per fornire fiducia
nei risparmiatori.

Quello che stupisce però sono due operazioni con targa svizzera. Infatti,
Swiss RE e Zurich Financial Services hanno prestato a Fannie Mae e Freddie
Mac circa 10 miliardi di dollari ciascuna ed alcune domande sono legittime:
se si sono esposte in modo così veloce, forse è perché confidano in un
riequilibrio per opera del mercato? Si cerca di scongiurare l'intervento
nazionalizzativo perché consci che sarebbe un peso troppo grande per tutta
la cittadinanza statunitense?

L'impressione è che la tempesta non sia ancora passata del tutto, specie se
si metterà in mezzo la lunga mano (e visibilissima) dello stato. Con la vana
illusione di poter distribuire benefici su larga scala, spesso si sono solo
diffusi i costi di scelte di matrice sfacciatamente politica. Il caso di
Fannie Mae e Freddie Mac è nato nel mercato, ed in esso deve trovar la sua
soluzione.

approfondimenti su
http://www.loccidentale.it/articolo/spetta+al+mercato+trovare+una+soluzione+
a+fannie+mae+e+freddie+mac.0054787

CRISI MUTUI: NON 'INTACCA' GLI ITALIANI, IL 54% E' FELICE

(AGI) - Roma, 19 lug. - Strano ma vero: nonostante la congiuntura economica
difficile, i salari erosi dall'inflazione e i mercati finanziari che
arrancano, gli italiani sono felici. E' questo infatti il risultato di un'
indagine dell'Isae che a maggio, in collaborazione con l'Universita' di
Cassino, ha inserito in via sperimentale, all'interno della propria indagine
sui consumatori, una domanda che puo' essere definita 'esistenziale' e che
riguarda il grado di soddisfazione della propria vita.

Secondo l'indagine, il 54% degli interpellati si dichiara soddisfatto della
propria vita a fronte del 18% del campione che invece proprio non lo e'. Il
23% del campione si trova nel classico limbo e quindi non e' ne' soddisfatto
ne' insoddisfatto. (AGI)

PRESTITO FRA PRIVATI ON-LINE

In internet ci sono vari nuovi sistemi di 'prestiti fra privati', ma sono
pochi quelli già disponibili anche da Noi, quello che abbiamo trovato si
chiama Zopa, è un sistema che è già ben 'oliato' in Gran Bretagna e che
sembra andare bene anche in Giappone, ora è operativo a tutti gli effetti
anche in America ed in Italia. Si tratta di una specie di servizio che offre
un 'mercato' fra chi vuole investire e chi ha bisogno di danaro in prestito,
è l'uovo di Colombo, che dovrebbe consentire, tramite un drastico taglio
tutte quelle spese di commissione di cui, specialmente il Nostro sistema
creditizio per i noti problemi legislativi e concorrenziali che tutti
sappiamo. Certo questi signori non fanno il lavoro gratis, ma come avevamo
scritto negli articoli dei giorni scorsi, molto neri per la finanza globale,
finchè gli utenti non cercheranno di trovre 'nuove strade' per la
salvaguardia dei propri interessi ci sarà sempre chi, organanizzato da
decenni, ora anche a livello globale, cercherò di sfruttare al massimo i
bisogni di queste persone. Lasciando perdere i discorsi di macroeconomia
veniamo ai dati. Ho provato a vedere quanto mi sarebbero costati 5.000 euro
per due anni, cioè 24 rate. 255 euro al mese... A me sembra un ottimo tasso,
che non ha niente a che vedere con altri...
Ritengo molto interessante questo nuovo metodo anche per chi deve investire,
infatti sarò io investitore - prestatore a vedere a quale richiedente
andrano i miei soldi. In tutto questo l'azienda in questo caso la Zopa mette
in contatto le due parti e dà una valutaione di solvenza del richiedente.
Per diventare investitori basta aprire un conto con 100 euro ed ecco che si
avrà un guadagno di circa il 7% , ma se poi non ce li ridanno... Eppure in
Gran Bretaga il livello di insolvenza è solo dello 0,2 %, evidente mente
questi signori o hanno una gran fortuna o sanno lavorare bene, prendendo
informazionei giuste sui clienti rihiedenti.
Le recensioni di questo prodotto che ho letto in italiano non sono
entusiasti, anzi. Naturalmente, se iniziamo a fare dei discorsi del tipo
'cosa accadrebbe se'... non ne usciamo più e sembrerebbe molto rischioso, in
realtà i dati sono moto rassicuranti e se investiamo diversificando fra vari
clienti diminuiamo anche le probabilità di insolvenza. Certo, io non ci
investirei i risparmi di una vita, ma può essere un buona novità per il
Nostro portafoglio; i tassi sono sicuramente allettanti. Vedendo la cosa dal
lato del richieete, poi, il tutto può sembrare un sogno, infatti ii numeri
che il sito espone ( soldi richiesti e soldi disponibili) sono chiari: la
richiesta è altissima ... Non sarà la panacea a tutti i mali, in Italia
abituati il sitema di prestiti fra privati on-line potrà essere un
bell'affare per tutti, specialmente in periodi neri come quelli odierni.
Anche stavolta internet ci dà uno strumento in grado di aiutare la Nostra
economia, sta a noi sfruttarlo nel mdo corretto.

MUTUI: INTESA CON IL MEF, PORTABILITA' GRATUITA DAL NOTAIO

(AGI) - Roma, 18 lug. - La portabilita' dei mutui diventa gratuita dal
notaio. E' il risultato della bozza d'intesa sottoscritta tra il Consiglio
nazionale del notariato e il ministero dell'Economia e che fa seguito al
protocollo firmato tra Abi e via XX settembre sulla rinegoziazione
obbligatoria dei mutui. L'accordo formalizza la disponibilita' dei notai a
effettuare a costo zero la portabilita' dei mutui con il solo rimborso delle
spese. La procedura gratuita si riferisce a tutti coloro che hanno
sottoscritto mutui - accesi per acquisto, ristrutturazione e costruzione
dell'abitazione principale contratti entro il 30 giugno 2008 - per i quali e
' prevista la rinegoziazione obbligatoria.

"Per il senso di responsabilita' che ci deriva dall'essere parte del sistema
giustizia, delegati dallo Stato al controllo di legalita', e su indicazioni
che gia' a suo tempo l'Antitrust aveva evidenziato", sottolinea Paolo
Piccoli, presidente del Cnn, "il notariato si fa carico della situazione di
emergenza sociale causata dall'aumento dei mutui e si adoperera' a favore
delle persone e famiglie in difficolta'".

La procedura per le surroghe a costo zero e' stata predisposta dieci giorni
fa. Tuttavia, ricorda una nota, l'impegno del notariato sulla portabilita'
dei mutui "risale al 2007 quando in occasione dell'audizione in commissione
Finanze della Camera aveva gia' predisposto una bozza di surroga
semplificata per favorirne la diffusione. Impegno testimoniato anche dal
lavoro con 11 associazioni dei consumatori concluso a maggio con la
pubblicazione di una guida per i cittadini che spiega tutti gli strumenti a
disposizione dei mutuatari".

Quanto alle cessioni delle quote di srl con firma digitale Piccoli commenta
cosi' l'emendamento al decreto legge 112/08: "Fin dall'inizio abbiamo dato
la nostra disponibilita' a trovare una soluzione per contenere i costi e
semplificare la procedura. Quella della firma digitale", osserva il
presidente del Cnn, "e' piuttosto macchinosa non garantendo sicurezza ne'
sull'identita' delle parti ne' sul controllo dei contenuti. Meglio sarebbe
stato, allora, tornare alla situazione precedente alla legge Mancino con l'
annotazione della cessione a libro soci. Inoltre", conclude Piccoli, "i
risparmi per le imprese di cui si parla sono del tutto lontani dalla realta'
: si e' parlato di 300 milioni di euro quando stime attendibili fanno
pensare che non saranno piu' di 50, sul presupposto assai improbabile che
tutti gli intermediari lavorino gratis". (AGI)

venerdì 18 luglio 2008

Angeli fiscali vegliano sul tormentato sonno dei contribuenti

Angeli fiscali vegliano sul tormentato sonno dei contribuenti in tempo di
dichiarazione. Per evitare irrimediabili "scivoloni" contabili ci si può
rivolgere da qualche anno a questa parte ad una rete etica di consulenza
fiscale.

Il progetto

Progettato e sviluppato dalla KRLS Network, il progetto di consulenza ha
un'impronta tutta statunitense. Nata negli anni '90 sulle altre sponde
dell'Oceano, l'idea di business etico ha messo radici in Europa solo nel
2002.
L'accordo stipulato tra la società americana e l'associazione Contribuenti
ha portato alla creazione di una rete di professionisti i quali si mettono a
disposizione, gratuitamente, di chi ne ha bisogno. Avvocati, Dottori
Commercialisti e Notai operano congiuntamente presso "Lo Sportello del
Contribuente" e collaboreranno on line attraverso il
portalewww.contribuenti.it, interamente al servizio del contribuente.

I valori etici

KRLS Network, ispirata ai principi di S. Ignazio di Loyola, fondatore della
Compagnia di Gesù, è una società con una mission sociale non indifferente:
salvare le vittime inconsapevoli di ganasce fiscali e cartelle pazze.
"Quando si arriva indiscriminatamente ad ipotecare in tre anni 600.000 unità
abitative ed a fermare 1.800.000 automobili mediante l'uso delle ganasce
fiscali, il problema diventa di carattere sociale".
Il carattere eminentemente assistenziale del servizio non ne pregiudica
certo la competenza se consideriamo che sono oltre mille gli studi
professionali presenti su tutto il territorio (con sede prevalentemente a
Roma e Napoli) che arruolano studenti laureati con una votazione non
inferiore a 110 su base volontaria. Per chi voglia contribuire con la
propria professionalità al servizio lo può fare inoltrando la propria
candidatura.

Le competenze

KRLS non assiste solo coloro che devono combattere contro l'amministrazione
fiscale, ma si dedica anche ai più anziani, ai malati, ai diversamente abili
e alle vittime dell'usura, unendosi, per quest'ultima lotta, a quanto già
fatto dall'attivissima Fondazione anti-usura di Padre Rastrelli. Numerose le
adesioni degli studi professionali al network, che nel corso degli anni sono
cresciute a dismisura, e altrettanto numerose le battaglie intraprese e
vinte. Solo nell'ultimo anno, infatti, KRLS si è resa protagonista di lotte
importanti, riuscendo a riportare significativi successi come nel caso della
lotta per le rendite catastali e quella contro le strisce blu.

Analisi della crisi economica: "La produzione industriale crolla, l'inflazione galoppa"

Stanno facendo il gioco della scure con l'economia
La crisi dei mercati finanziari internazionali e in particolare di quelli
americani legati ai mutui sub-prime determina nel sistema bancario perdite
tanto gravi da richiedere frequenti salvataggi pubblici per evitare ancora
più pericolosi effetti domino nell'economia mondiale. Un male necessario l'
intervento pubblico, cui però deve far seguito un'inversione di marcia
strutturale per la quale la finanza torni a favorire la produzione di beni e
servizi e in cui il sistema dei cambi possa essere regolato da un nuovo
serpente monetario simile a quello che aiutò le monete europee. Nella crisi
internazionale spicca una crisi italiana. La produzione industriale crolla
(-6,7 a giugno), l'inflazione galoppa riducendo drammaticamente il potere d'
acquisto dei salari già ampiamente erosi, la crescita per il 2008 salirà
poco sopra lo zero e per i prossimi anni intorno all'1-1,2%, molto al di
sotto della media dei Paesi dell'euro. Il tutto aggravato da una stretta
creditizia per la crisi dei mercati finanziari. Senza crescita, nessun
risanamento strutturale dei conti pubblici potrà avvenire, così come è
follia pensare che tagliando la spesa pubblica s'inneschi automaticamente lo
sviluppo. È vero il contrario.

Con un tasso di crescita almeno pari alla media dei Paesi della zona euro di
cui condividiamo il contesto economico e finanziario il rapporto deficit-pil
italiano si ridurrebbe di ½ punto e il taglio della spesa pubblica sarebbe
più agevole e meno traumatico sull'economia reale. Ecco il quadro economico
nazionale, certo peggiore dei nostri partner europei, nei quali la crescita
è rallentata, ma è ancora vicina al 2% e la produttività del lavoro non s'
inabissa come da 15 anni in Italia. Tale differenza dimostra che c'è uno
spazio notevole per l'azione dei governi. Chi dice il contrario cerca solo
un modo per non assumersi le responsabilità di quanto accade nel silenzio
complice di molti. Su questo ribollire di difficoltà il ministro dell'
Economia Tremonti scarica uno tsunami di norme e tagli che non arresterà l'
inflazione, non ridurrà la pressione fiscale, quindi non aiuterà famiglie e
imprese, non rilancerà la crescita e rischia di non risanare i conti
pubblici. Lo dimostra la stessa previsione del governo sul fabbisogno del
settore statale nel secondo semestre di quest'anno. E la scure dei tagli
sulla spesa della pubblica amministrazione, nonostante qualche ripensamento,
metterà in ginocchio polizia e carabinieri, università e ricerca
scientifica, tribunali e ospedali, le forze armate e gli investimenti
pubblici. Ci sembra un taglio senza intelligenza: invece di eliminare gli
sprechi, generalizza, penalizza il presente e rischia di annullare il futuro
di un intero Paese (valga per tutti l'esempio dell'università e della
ricerca il cui accesso viene di fatto bloccato ai giovani ricercatori).
Basta passare per i corridoi di Montecitorio o di Palazzo Madama per
ascoltare analoghe preoccupazioni dai rappresentanti della stessa
maggioranza e anche da molti ministri. Che cosa mai sta accadendo? Un
mistero non facile da spiegare. Tremonti, come disse in un'intervista a
Giovanni Minoli, non si ritiene più un tecnico ma un politico. Se così è,
non può non avere un disegno politico e, visti i suoi provvedimenti nei
quali nessuno può mettere bocca, né Letta né gli altri ministri, dovrà pure
spiegarne la sostanza. Tremonti sa che senza crescita il Paese si frantuma e
se il valore di un sano bilancio dello Stato è fondamentale non si deve
dimenticare che il bilancio è uno strumento al servizio della coesione
sociale, dello sviluppo e del funzionamento della macchina pubblica in uno
Stato di diritto. Se così non fosse sarebbe il Paese a decadere
ulteriormente. Tremonti sa tutte queste cose ma forse sta giocando una
partita politica personale i cui contorni ancora ci sfuggono e dimentica che
una drammatizzazione sociale può aprire le porte a una stagione autoritaria
peraltro già ampiamente avviata.

Per il governo tutto è emergenza tranne che l'economia

Siamo proprio sicuri che gli elettori che hanno votato centrodestra si
aspettassero questa agenda di governo? E davvero si può credere che un Paese
che avverte ormai tutto il peso della crisi finanziaria e produttiva possa
essere rassicurato in questo modo? Perché da una parte abbiamo un ministro
dell'Economia che annuncia i venti catastrofici della grande depressione e
dall'altra un presidente del Consiglio che ci comunica che la vera emergenza
italiana è la riforma della giustizia. O meglio, una riforma che lo metta al
riparo dalla persecuzione giudiziaria. Governare è una questione di
priorità, nazionali prima che personali.

E qualsiasi ragione possa avere il cittadino Berlusconi per ritenersi
perseguitato dalla magistratura, i tempi della politica se non proprio il
rispetto per le regole dovrebbero spingerlo a maggiore prudenza nel volgere
in senso così smaccatamente personale l'esigenza di una nuova politica
giudiziaria. Perché evidentemente ci sbagliavamo a pensare che il lodo
Alfano bastasse a tranquillizzarlo. Oggi sappiamo che da settembre, cascasse
il mondo (eventualità che non è affatto da escludere, almeno per quanto
riguarda i nostri risparmi), il governo italiano sarà lanciato nell'impresa
che sta più a cuore a Berlusconi. Con buona pace di ogni più fosco scenario
economico.

In questo senso dovremmo apprezzare tutti, qualunque sia stato il nostro
voto, il ruolo che in questi giorni sta svolgendo la Lega. Vuoi per ragioni
di bottega, vuoi perché si è resa conto di rischiare proprio su questi temi
una buona fetta del suo elettorato, la formazione di Bossi ha assunto una
posizione di rigorosa difesa del programma con il cui il centrodestra si è
presentato alle urne. Che formalmente significa prima il federalismo fiscale
e solo dopo il resto. Ma che in senso più generalmente politico equivale a
porre un argine al sequestro a fini personali a cui Berlusconi ha sottoposto
l'esigenza di una seria e condivisa riforma della giustizia. Un'esigenza che
non riguarda solo la magistratura, ma l'intero funzionamento di un'azienda
che non fornisce più un prodotto all'altezza di un Paese avanzato come
dovrebbe restare l'Italia. È questione di organizzazione, costi, tempi e
produttività della giustizia. E solo in fondo alla lista è un problema di
rapporti tra politica e magistratura, che hanno subito nell'ultimo
quindicennio una torsione innaturale, ma che rischiano di restare congelati
in questa posizione ancora a lungo se l'iniziativa di Palazzo Chigi
continuerà ad essere dominata da preoccupazioni private.

Il reciproco assedio tra Berlusconi e la componente militante della
magistratura può essere spezzato già in questa legislatura, con enormi
benefici per tutto il Paese. Ma non certo grazie alla nuova offensiva
personale del Cavaliere, che rappresenta al contrario la migliore garanzia
per la tutela dello status quo. Intorno alla necessità di avviare un'ampia
riforma del funzionamento della giustizia convergono infatti le voci più
avvedute del centrosinistra. Voci che fanno fatica a farsi ascoltare, mentre
una parte del Pd è nuovamente tentata dall'abbaglio della «questione
morale», ma che nondimeno offrono una via d'uscita a tutta la politica
italiana. Leggiamo ad esempio che Luciano Violante - che è fuori dal
Parlamento ma che un qualche ruolo continua ad avere nell'orientare la
propria parte politica su questi temi - insiste da tempo sull'urgenza di
«una scelta seria e innovativa di politica giudiziaria» che «aumenti la
credibilità e la competitività» di tutto il settore (come ha affermato ieri
al Corriere della Sera).

«Non mi fermerà nessuno», avverte Berlusconi. E invece, Presidente, farebbe
meglio a fermarsi. Provando a rassicurare un Paese spaventato da ben altre
emergenze, ascoltando la Lega e coloro che anche nel centrosinistra hanno a
cuore una riforma della giustizia che non sia solo la soluzione ai suoi
problemi personali.

La crisi immobiliare arriva anche in Italia

-Casa, la crisi «soft» italiana Giù gli acquisti e i prezzi reali
La crisi immobiliare arriva anche in Italia, sebbene molto attenuata
rispetto agli Stati Uniti o ad altri Paesi europei come la Spagna. Le
compravendite sono in calo del 10%, i tempi di vendita si allungano fino ai
sei mesi e, per la prima volta negli ultimi 10 anni, diminuiscono i prezzi
reali (in sostanza, sono fermi, ma l'inflazione erode parte del valore). La
situazione del mercato immobiliare italiano l'ha delineata Nomisma, istituto
bolognese di ricerche. Secondo lo studio pubblicato ieri, le intenzioni di
acquisto di un'abitazione (per il 51% si tratta di prima casa) nel 2008 sono
all'1,8%, contro il 7% dell'inizio del dececennio. A dissuadere dall'
investimento, la crisi economica e il rialzo dei tassi d'interesse, che
aumenta il costo dei mutui. Tra le città più in crisi, Milano, Bologna,
Firenze e Venezia.

Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni

Basta con salari e pensioni da fame!!!
Ci hanno imbrogliato per oltre 15 anni. Abolita la 'scala mobile' nel
1992 –l'unico strumento per difendere il potere d'acquisto- tutte le
retribuzioni hanno perso mediamente 7.000 euro all'anno e ora il 20% di
lavoratori e lavoratrici è sotto la soglia di povertà! Anche l'Istat ha
riconosciuto che gli aumenti dei beni di maggior consumo sono da 3 a 5 volte
più di quelli registrati.

Mentre i profitti di imprese, banche e assicurazioni hanno il tasso di
incremento più alto d'Europa, i salari in Italia sono precipitati all'ultimo
posto, anche con la complicità dei sindacati confederali che hanno
contrattato al ribasso. Si è avuto un gigantesco spostamento di 120 miliardi
di euro all'anno dai salari ai profitti e alle rendite (dati BRI, istituto
dipendente dalla Banca centrale europea): per questo non si arriva a fine
mese!!

Avviata una campagna nazionale di raccolta-firme di massa per una Legge di
iniziativa popolare , che sarà presentata in Parlamento

Berlusconi: Napoli riportata alla civiltà 58 giorni per una missione impossibile

Napoli - "Ci siamo assunti la responsabilità di fare ciò che nessuno aveva
fatto prima: dopo 58 giorni la Campania e Napoli sono tornate ad essere
luoghi puliti ed ordinati, senza il disastro che ha rovinato la nostra
immagine nel mondo". Silvio Berlusconi traccia soddisfatto il bilancio
dell'emergenza rifiuti, il lavoro messo in campo dal governo a partire dal
giorno suo insediamento e lo fa al termine del Consiglio dei ministri che si
è tenuto nel capoluogo campano, ringraziando per quella che lui definisce
"un'opera di civilta'' il sottosegretario Guido Bertolaso e le forze armate.

"Investigheremo sulle responsabilità" Poi ha sottolineato: nell'emergenza
rifiuti "siamo convinti" che ci siano state cose che "si dovevano evitare e
che ci sono responsbailità che andremo a investigare". Il governo, ha
aggiunto, "é riuscito in una missione che molti ritenevano impossibile"
dimostrando così che queste persone "avevano torto"

Emergenza risolta Il premier aveva già parlato stamani della questio rifiuti
intervendo all'assemblea dell Coldiretti, ricordando di essersi "assunto il
rischio di garantire la risoluzione della tragedia" dei rifiuti già in
campagna elettorale, garantendo che si sarebbe trovata una soluzione entro
il mese di luglio. Detto fatto: il premier ci tiene a sottolineare come il
governo sia stato in grado di riportare il capoluogo campano alla "civiltà
che gli compete". "L'emergenza è finita", assicura. Poi promette: "Bisogna
aspettare tre anni affinché la situazione sia definitiva". Per fare questo
il premier spiega che c'è bisogno di costruire quattro termovalorizzatori.
Nel frattempo, secondo Berlusconi, bisogna far conoscere nel mondo questa
situazione e far passare sulle televisioni le immagini della città ripulita
perchè l'emergenza rifiuti ha creato un grosso danno di immagine al Paese e
adesso bisogna recuperare. Passata l'emergenza ora bisogna affrontare di
petto il problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

L'affondo ai democratici Il premier torna, poi, a parlare dei rapporti -
tesi - con l'opposizione ricordando come il governo ha "rispettato la
volontà di cambiare l'assetto politico dell'Italia dando vita ad una
democrazia bipartitica". "Dopo gli attacchi alla legge elettorale il
risultato di quella legge è in Parlamento - spiega il presidente del
Consiglio - fuori le estreme e solo due gruppi, maggioranza e opposizione.
Per un errore dell'opposizione però sono presenti frange estreme e
giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare in Parlamento".

Il partito unico Berlusconi loda il risultato delle elezioni che ha portato
a un bipolarismo capace di snellire i lavori deparlamentari e smagrire i
costi della politica. al momento i lavori per la definitiva creazione del
Popolo delle Libertà sono ancora in corso e, per l'inizio dell'anno
prossimo, è in vista lo scioglimento dei partiti. "Insieme alle forze
politiche di centrodestra stiamo dando vita ad un grande movimento che
segnerà la storia politica italiana nei prossimi anni - spiega il presidente
del Consiglio - siamo a buon punto e posso dire che a gennaio 2009 ci
saranno i congressi di scioglimento di Forza Italia, Alleanza Nazionale e la
nuova Dc per dare vita al Popolo della Libertà".


fonte http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277027

ANTITRUST: MASSIMO SCOPERTO, PROCEDIMENTO CONTRO 4 BANCHE

(AGI) - Roma, 18 lug. - L'Antitrust ha avviato il 4 luglio scorso quattro
distinti procedimenti nei confronti di Bnl, Intesa Sanpaolo, Mps e Unicredit
Banca di Roma per verificare le modalita' di applicazione della commissione
di massimo scoperto nei confronti della clientela. Lo rende noto un
comunicato dell'Authority. "I procedimenti", si legge nella nota, "sono
finalizzati ad accertare se i consumatori siano stati informati in maniera
chiara ed esaustiva sulle modalita' di calcolo e sulla natura della
commissione di massimo scoperto. Le istruttorie sono state avviate in base
alle competenze sulle pratiche commerciali scorrette affidate all'Antitrust
dal Codice del consumo". (AGI)

DL FISCALE: ADDIO ICI PRIMA CASA

Addio all'Ici sulla prima casa, nuove regole per chi ha stipulato un mutuo a
tasso variabile e novita' per i dipendenti privati in busta paga grazie agli
sgravi sugli straordinari: sono queste le misure principali del decreto
fiscale approvato in via definitiva dal Senato con 150 voti a favore, 120
contrari, 2 astenuti. Questi i punti salienti del provvedimento: VIA ICI
PRIMA CASA, RESTA SU QUELLE DI LUSSO - Stop totale all'Ici sulla prima casa,
la tassa resta pero' per le case di lusso (per un valore di soli 61 milioni
di euro). Per le prime case dei non residenti in Italia restera' solo la
detrazione gia' in vigore per le abitazioni principali. STOP ICI VALE PER
GARAGE E CANTINE - La norma non lo esplicita ma la Relazione del Tesoro
spiega che "l'esenzione va naturalmente riconosciuta anche alle eventuali
pertinenze". Inoltre se un anziano o un disabile hanno gia' spostato la
residenza in un istituto o in un ospedale per un "ricovero permanente" in
ogni caso potranno usufruire dell'esenzione. Discorso simile per coloro che
cedono la propria casa a titolo gratuito ad un parente. RIMBORSO COMUNI -
L'abolizione dell'Ici ha fatto alzare barricate ai comuni. Cosi' durante
l'esame in Parlamento e' stato messo a punto un pacchetto di modifiche in
loro favore: il 50 209568el rimborso, a titolo di acconto, deve arrivare
entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.
BLOCCO ADDIZIONALI - Sospensione del potere di regioni ed enti locali di
deliberare aumenti delle aliquote di tributi. Per gli Enti locali che
sforano il Patto di stabilita' scatteranno pero' le maggiorazioni
automatiche previste dalla finanziaria 2007. GIU' LE TASSE SU STRAORDINARI,
MA SOLO PER PRIVATI - Imposta sostitutiva del 10, per un beneficio massimo
di 3 mila euro. Il pacchetto di misure riguarda i redditi fino a 30 mila
euro da lavoro dipendente ed e' una sperimentazione. MUTUI - Rinegoziazione
dei mutui (per l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione della prima
casa) a tasso variabile al fine di bloccare l'importo della rata dovuta alla
media del 2006. Entro il 29 agosto arriveranno ai possessori di mutui le
proposte delle banche. VALORE - il pacchetto Ici vale circa 1,7 miliardi di
euro per il 2007, ai quali si aggiungono pero' gli sgravi decisi con
l'ultima Finanziaria. E dunque complessivamente la perdita di gettito che
verra' compensata ai Comuni e' di 2.6 miliardi di euro. Le misure sugli
straordinari sono state valutate invece in circa 649 milioni di euro.
(AGI) - Roma, 17 lug. -

MUTUI: ARRIVANO NUOVE REGOLE FED, PIU' DIFFICILI SUBPRIME

Stretta della Fed sui mutui subprime. Arrivano nuove norme per evitare
pratiche scorrette nei prestiti immobiliari che prevedono, tra l'altro, il
divieto per gli istituti di credito di concedere mutui "a prezzo piu' alto"
senza accertarsi che chi richiede il prestito sia in grado di coprire, col
proprio reddito e il proprio patrimonio, il valore della casa. Le nuove
norme saranno approvate oggi nel corso della riunione aperta del board della
banca centrale. (AGI) - Washington, 14 lug. -

MUTUI: TASSI AL 5,85%, E IL "FISSO" RIPRENDE QUOTA

Cresce la tendenza delle famiglie italiane a scegliere un mutuo a tasso
fisso. Questo il trend registrato dal Monthly Outlook dell'Abi. La quota di
finanziamenti di questo tipo e' aumentata dal 22,1% della media del 2003 al
70,6% dei primi cinque mesi del 2008, avvicinando la composizione fra
finanziamenti a tasso fisso e variabile a quella che si registra in altri
Paesi dell'area Euro, come Germania, Olanda e Belgio. Una prevalenza dei
tassi variabili si registra invece in Spagna, Portogallo e Irlanda. "Se si
analizzano poi i flussi di nuovi finanziamenti per l'acquisto di abitazioni
in Italia nel periodo esaminato - si legge nel rapporto - si nota una
tendenza crescente con un flusso annuo che passa dai 31 miliardi di euro del
2003 a poco meno di 53 miliardi nel 2007. Nell'ultimo periodo il flusso di
nuovi mutui ha risentito delle tensioni nei mercati finanziari e dei segni
di rallentamento del mercato immobiliare: si e' passati da un flusso di
nuovi finanziamenti pari a oltre 21 miliardi fino a maggio 2007 a 18,4
miliardi nei primi 5 mesi del 2008". (AGI) - Roma, 16 lug. -

MUTUI: ABI, A GIUGNO TASSI RECORD AL 5, 85%

Il tasso sui mutui per l'acquisto di abitazioni schizza a giugno al 5,85%,
contro il 5,75% del mese precedente, e segna cosi' il valore piu' alto dal
2002. Il dato e' contenuto nel Monthly Outlook dell'Abi. Per quanto riguarda
i tassi sui prestiti in euro alle societa' non finanziarie, il valore di
giugno e' del 5,51%, contro il 5,55% del mese precedente. Da record anche il
tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e societa' non
finanziarie elaborato dall'Abi che, sempre a giugno, si colloca al 6,30%, 7
punti base al di sopra di quanto segnato il mese precedente e 62 punti base
al di sopra del valore di giugno 2007. Anche in questo caso si tratta del
valore piu' alto dal 2002. Per quanto riguarda i tassi sui mutui, l'Ufficio
studi dell'associazione bancaria fa comunque notare che il tasso reale, al
netto, cioe' dell'inflazione, segna il 2%, un valore inferiore al 2002,
quando il tasso reale si collocava al 3%. (AGI) - Roma, 16 lug. -

AGRICOLTURA: DANNI SICCITA' SICILIA, SBLOCCATI FONDI PER MUTUI

(AGI) - Palermo, 17 lug. - Si sblocca anche l'ultimo canale di finanziamento
previsto dal decreto legge "Omnibus" per i danni derivanti dalla siccita'
che colpi' la Sicilia nel 2002. Ad essere attivati saranno i mutui
quinquennali con l'abbattimento del 40% della sorte capitale. "Si tratta -
spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via - di una
boccata d'ossigeno per tutti quegli agricoltori che nel 2002 subirono
notevoli danni causati dal lungo periodo di siccita' e che furono costretti
a ricorrere a prestiti per coprire le perdite e fare anche fronte a
ulteriori costi di produzione".
L'assessorato sta gia' ripartendo una prima parte delle somme a
disposizione, circa 11 milioni di euro piu' altri 18 per il 2009, tra i vari
ispettorati provinciali, in modo tale da poter dare l'avvio ai primi
provvedimenti. "Successivamente - afferma il dirigente generale del
dipartimento Interventi strutturali dell'assessorato, Giuseppe Morale - la
quota residua sara' assegnata in rapporto alle richieste pervenute". (AGI)

ENI: AL VIA "PROTOCOLLO DI CONCILIAZIONE" CON CONSUMATORI

(AGI) - Roma, 17 lug. - Parte il protocollo di conciliazione di Eni con le
associazioni dei consumatori per le controversie nel settore del gas. L'
amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha presentato ai vertici
delle associazioni dei consumatori aderenti al Consiglio nazionale
consumatori utenti (Cncu) il 'Protocollo di conciliazione paritetica
sperimentale on line' del Gruppo energetico. Il Protocollo di conciliazione
rappresenta, sottolinea una nota, "un momento fondamentale del rapporto di
collaborazione intrapreso da Eni con le associazioni dei consumatori ed e'
conseguenza della volonta' dell'azienda di dotarsi di uno strumento rapido,
semplice e innovativo di risoluzione delle controversie con i consumatori
nel settore gas". Il cliente, con il supporto delle associazioni che
aderiranno al protocollo, potra' attivare on line attraverso il sito web Eni
la procedure di conciliazione, in particolare per quelle controversie che
riguardano la rateizzazione di fatture al di fuori dei casi gia' previsti
dalla delibera 229/01 dell'Autorita' per l'energia e la ricostruzione dei
consumi effettuata a seguito di blocco del misuratore o per misuratore
illeggibile. Il testo del protocollo, con la procedura operativa, sara'
sottoposto all'attenzione delle associazioni e formalizzato a settembre. La
sperimentazione durera' 12 mesi e coinvolgera' la Regione Veneto. La
promozione di un modello di conciliazione all'avanguardia conferma, conclude
la nota, ancora una volta l'attenzione di Eni alle esigenze del consumatore
e pone le basi per lo sviluppo di rapporti sempre piu' stretti tra impresa,
clienti e stakeholder. (AGI)

PETROLIO: SCARONI, DAL 2005 AGGRAVIO 1.000 EURO A FAMIGLIA

(AGI) - Roma, 17 lug. - Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, e'
"estremamente preoccupato per l'impatto sui consumatori dei rincari degli
idrocarburi che si sono registrati negli ultimi due anni". E' quanto ha
sottolineato lo stesso top manager nel corso di una conferenza stampa,
spiegando che "se si sommano gli aumenti dei carburanti agli aumenti del gas
domestico e a quelli dell'elettricita' per la quota prodotta da idrocarburi,
l'aggravio per una famiglia media italiana, rispetto al 2005, e' di mille
euro".

Scaroni ha aggiunto che "se si considerano anche gli aggravi delle rate dei
mutui e dei prodotti alimentari nella migliore delle ipotesi si produce uno
spostamento dei consumi rilevante perche' i consumatori a qualcosa devono
rinunciare". Il numero uno di Eni ha poi indicato che c'e' da considerare
anche la questione "che cosa faranno i paesi produttori con cosi' tanta
cassa". Questa, ha proseguito, "non e' una ragione di preoccupazione, ma
certo ci fa pensare che, se i rincari continueranno a lungo, il mondo
occidentale tra dieci anni sara' molto diverso da quello di oggi". (AGI)

TRASPORTI:FEDERMOBILITA',CON CARO GASOLIO -30% ENTRATE REGIONI

(AGI) - Roma, 17 lug. - Il carocarburante ha ridotto le entrate per i
trasporti delle regioni in misura del 30%. E' la denuncia lanciata da
Federmobilita', l'associazione che riunisce gli assessori ai trasporti di
Regioni, Province e Comuni, nel corso della conferenza stampa organizzata
per lanciare un nuovo piano per i trasporti in Italia. "L'aumento del
petrolio - ha spiegato Ennio Cascetta, coordinatore della Commissione
Mobilita' della Conferenza delle Regioni e Assessore ai Trasporti della
Regione Campania - porta piu' passeggeri sui mezzi pubblici, ma riduce le
entrate delle regioni legate alle accise sul carburante: in un anno sono
calate del 30%. Prevediamo di incassare 170 milioni in meno su 500 disposti
dall'ultima Finanziaria. E' emergenza per il settore - ha aggiunto - serve
una mobility tax, un nuovo modo di concertare con il Governo per finanziare
il trasporto nelle citta'". Da gennaio a giugno, spiega l'associazione, il
consumo di carburante ha subito una riduzione del 10,5% (e di conseguenza
anche le entrate legate alle accise), mentre i passeggeri su mezzi pubblici
sono aumentati tra il 5 e il 15 %. Gli assessori e le aziende di trasporto
rappresentate da Asstra e Anav hanno anche chiesto al Governo di stralciare
dalla manovra economica la riforma dei servizi pubblici locali. "E'
difficile trovare degli aggettivi per quel testo - ha detto Alfredo Peri,
presidente di Federmobilita' e assessore ai trasporti dell'Emilia-Romagna -
Non ha nessuna logica e per i trasporti e' un passo indietro di dieci anni:
se passasse quel provvedimento porterebbe al blocco totale delle gare e a
una grande mole di contenzioso". Nel corso dell'incontro e' stato presentato
al Governo, rappresentato dal sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo
Giachino, un piano pluriennale di rilancio della mobilita' proposto da
Federmobilita' e condiviso dalla Commissione Mobilita' della Conferenza
delle Regioni, dall'Upi, dalla Consulta Anci per la mobilita' sostenibile,
da Assoporti, da Asstra, da Anav, dalla Consulta Nazionale della Sicurezza
Stradale, da Tts Italia, da Anie, da Mus, da Adiconsum e dall'Associazione
familiari vittime della strada. Il piano chiede la riapertura immediata del
tavolo presso la Presidenza del Consiglio, avviato lo scorso anno, per
proseguire nel processo di riassetto della mobilita' pubblica e per un
"nuovo patto della mobilita'" che dovrebbe passare attraverso un sistema
rinnovato di finanziamento per i trasporti, regole condivise per promuovere
la liberalizzazione del trasporto pubblico locale, l'integrazione tra le
diverse realta' territoriali per la programmazione dei servizi, l'
introduzione di nuove tecnologie, maggiore attenzione ai problemi delle
ferrovie regionali e dei collegamenti marittimi e una nuova stagione per il
sistema portuale. (AGI)

mercoledì 16 luglio 2008

USA: CRISI MUTUI NON INTACCA HOUSTON, CAPITALE ENERGIA

(AGI) - Houston, 16 lug. - L'inflazione negli Stati Uniti vola al 5%, il
livello piu' alto dal maggio del 1991 e rappresenta una delle principali
difficolta' per l'economia americana come ha sottolineato ieri il presidente
della Fed, Ben Bernanke, che ha gelato i mercati. Il costo della vita in
appena un mese e' aumentato dell'1,1%, una dinamica quasi doppia rispetto
alle stime degli analisti che si attendevano un incremento dello 0,6%. Ma le
tensioni sul petrolio e i generi alimentari stanno infiammando i prezzi.

Un livello dell'inflazione al 5% rappresenta un 'grave problema per l'
economia e uno ancora peggiore per la Fed' commentano alla Wachovia. I
consumatori sono sempre piu' schiacciati nella morsa della spirale rialzista
dei prezzi da un lato e dall'altro dalla crisi del mercato immobiliare e del
settore dei mutui.

Un'inflazione al 5% dovrebbe giustificare un aumento dei tassi da parte
della Federal Reserve, ma la congiuntura economica, con i rischi elevati di
fase recessiva, sconsigliano Bernanke ad alzare il costo del denaro. Al
tempo stesso il balzo dei prodotti energetici, carburanti in primo luogo, va
a deprimere la spesa per consumi degli americani che da sola rappresenta i
due terzi del pil degli Stati Uniti. (AGI)

PETROLIO: A NEW YORK CHIUDE IN CALO SOPRA 134 DOLLARI

(AGI/REUTERS) - New York, 16 lug. - Nuovo scivolone del prezzo del petrolio,
dopo quello di oltre 6 dollari di ieri. A New York il Light crude chiude in
calo di 4,24 dollari a 134,58 dollari, dopo avere toccato un minimo di 132
dollari. Dietro l'arretramento odierno c'e' l'aumento a sorpresa delle
scorte settimanali Usa e il timore che il rallentamento delle economie dei
principali paesi consumatori facciano arretrare la domanda globale. (AGI)

PETROLIO: CALA DI OLTRE 4 DLR SOPRA 134 DOLLARI

(AGI/REUTERS) - New York, 16 lug. - Nuovo scivolone del prezzo del petrolio, dopo quello di oltre 6 dollari di ieri. A New York il Light crude arretra di 4,53 dollari a 134,21 dollari, dopo avere toccato un minimo di 132 dollari. Dietro al calo odierno c'e' l'aumento a sorpresa delle scorte settimanali Usa e il timore che il rallentamento delle economie dei principali paesi consumatori facciano arretrare la domanda globale. (AGI)

PETROLIO: GB, MINISTRO FINANZE RINVIA TASSA SUI CARBURANTI

(AGI/AFP) - Londra, 16 lug. - Il Regno Unito ha deciso di ritardare l'
aumento delle tasse sui carburanti in seguito alla crescita dei prezzi
petroliferi: lo ha dichiarato Alistair Darling, ministro delle finanze
inglese. L'aumento di 2 pence (2 centesimi di euro) doveva entrare in vigore
da ottobre ma e' stato posticipato in seguito alle manifestazioni dei
camionisti e alle proteste delle organizzazioni degli automobilisti dovute
alla crescita dei prezzi al dettaglio.
Il greggio ha raggiunto la scorsa settimana il picco di 147 dollari al
barile, rendendo ancora piu' critica la stretta creditizia mondiale. "La
decisione aiutera' gli automobilisti e gli imprenditori a superare questo
momento, cosi' difficile per tutti", ha detto il Cancelliere dello
Scacchiere, annunciando la manovra in una risposta scritta al Parlamento. L'
Associazione Automobilisti sostiene che in Inghilterra il prezzo medio del
diesel e' pari a 133 pence per litro (circa 1,67 euro): e' il prezzo piu'
alto tra i paesi dell'Unione, e le tasse rappresentano il 50% del suo
valore. L'Associazione ha ben accolto l'annuncio di Darling: il presidente
Edmund King si e' detto "lieto che il Cancelliere (ndr, ministro delle
finanze) abbia dimostrato buon senso".
D'altronde, prosegue King, " la prospettuiva di un nuovo onere, deciso dal
Governo, non era qualcosa che i consumatori potevano sopportare". La manovra
di Darling rappresenta l'ennesimo contrasto con la strategia del Primo
Ministro Gordon Brown: una delle piu' imbarazzanti si era presentata a
maggio, quando Darling ha annunciato la distribuzione di circa 3 miliardi di
sterline alle famiglie piu' povere colpite dall'abolizione della fascia
fiscale minima.(AGI)

PETROLIO:SCAJOLA,PREZZI ALTI DERIVANTI DA MANCATI INVESTIMENTI

(AGI) - Roma, 16 lug. - "Il problema dell'anomalo costo del barile deriva
dai mancati investimenti dei Paesi produttori in estrazione e raffinazione".
E' quanto ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio
Scajola, nel corso di una conferenza stampa. "Altro fattore determinante
nell'innalzare il prezzo del greggio - ha proseguito il ministro - e' quello
derivante dalla domanda dei Paesi emergenti. Su queste due cause si innesta
poi la speculazione, per questo e' necessario un dialogo piu' forte tra
Paesi produttori e consumatori e l'Italia sara' protagonista di questo
nuovocolloquio". Accanto a questo, ha sottolineato Scajola, e' necessario
"investire sulle centrali nucleari per garantire il maggiore fabbisogno di
energia ed essere meno dipendenti dall'energia che viene importata dall'
estero". (AGI)